
- I crociati cristiani contro gli infedeli. “Dio lo vuole”
Ai primi di agosto, in Afghanistan, i talebani hanno trucidato otto medici stranieri e due loro collaboratori afghani, accusati di essere “spie” dell’Occidente e di fare “proselitismo” per il cristianesimo.
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Anche lo Spirito santo, e i suoi seguaci, vanno soggetti a dei colpi di sole. Qualche esempio, raccolto qua e là durante l’estate.
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Lo sfacciato appoggio delle gerarchie vaticane al razzismo leghista (vedi La Chiesa benedice il catto-razzismo e Il partito razzista che piace al Vaticano), è vissuto con crescente disagio dagli ambienti cattolici meno retrivi. Tale disagio, espresso in più occasioni dall’agenzia “Adista”, è manifestato adesso, sempre su “Adista” (n. 62), dal vicepresidente di Pax Christi Sergio Paronetto, che denuncia Il cristianesimo antievangelico della Lega.
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Il 15 luglio è stato reso pubblico il nuovo documento della Congregazione della dottrina della fede approvato da Benedetto XVI il 21 maggio scorso.
Si tratta di una riscrittura del documento Delicta graviora del 2001, che sottraeva di fatto i preti pedofili al giudizio delle leggi civili. Questa “notiziona” salutata dai media come “svolta” nella lotta alla pedofilia è servita a far quasi ignorare la vera novità del documento, cioè l’inserimento fra i “delitti gravissimi” contro la fede, che comportano la scomunica automatica, della consacrazione sacerdotale di una donna…
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Giovedì 8 luglio, Bruno Vespa ha offerto una cena. Pretesto: festeggiare i suoi 50 anni di giornalismo. Scopo neanche troppo occulto: fare “riavvicinare” Berlusconi e Casini, pronubo il segretario di stato vaticano Bertone, per decidere a tavola, fra compagni di merenda “cattolici”, i destini dell’Italia e dei suoi ignari cittadini (in condizioni non migliori, oggi, per quanto riguarda la laicità, di come se la rappresenava la vignetta de “L’asino” nel 1909…)
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Il 30 giugno scorso la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo si è riunita per decidere sul ricorso dell’Italia e di altri dieci paesi (Romania, Armenia, Russia, Bulgaria, Lituania, Grecia, Cipro, Malta, San Marino, Monaco), su 47 che compongono il Consiglio d’Europa, contro la sentenza che vietava l’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici. La decisione si avrà fra sei mesi ma in Italia il presidente della CEI Angelo Bagnasco ha già dato il là alla campagna pro croce.
Per una discussione ampia sul tema, e sulle contrapposte opinioni, rimando agli articoli postati un anno fa sul blog (Via crucis I, Via crucis II, Via crucis III), e agli interventi di Chiara Saraceno e “Noi siamo Chiesa” postati oggi in “Segnalazioni&citazioni”. Qui mi limito solo a tre ordini di riflessioni.
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Allo scrittore portoghese e premio Nobel José Saramago, fieramente anticattolico, morto tre giorni fa, “L’Osservatore Romano” ha dedicato un velenoso necrologio, macabro surrogato del rogo seguito da sepoltura in terra sconsacrata che la Chiesa usava per gli eretici quando poteva permetterselo.
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Lo aveva fatto Giovanni Paolo II nel 2000, per i tanti errori del passato, torna a farlo oggi Benedetto XVI soprattutto per la pedofilia nel clero.
E tutti si stupiscono e congratulano talmente per un gesto così inusuale da parte del vicario di Dio in persona, da non domandarsi di che cosa il papa chiede scusa. E di che cosa non la chiede affatto.
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Nel 2009, a Phoenix (USA), suor Margaret McBride, vice presidente dell’ospedale st. Joseph, è stata scomunicata per aver fatto abortire (d’intesa con la paziente, la sua famiglia, i suoi medici e il Comitato etico) una ventisettenne ”incinta al terzo mese, già madre di quattro bambini, affetta da una grave ipertensione polmonare” che l’avrebbe probabilmente uccisa se continuava la gravidanza.
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