Colpi di sole
Posted on agosto 22nd, 2010 in No Comments »
Anche lo Spirito santo, e i suoi seguaci, vanno soggetti a dei colpi di sole. Qualche esempio, raccolto qua e là durante l’estate.
L’autocritica non abita qui
Benché la Chiesa abbia perso molto del suo appeal per lo scandalo dei preti pedofili, non ha perso il vizio di pontificare sui difetti altrui anziché riflettere sui propri. Così, in un documento del 31 luglio, la Cei ha definito l’Italia “un paese senza classe dirigente né economica, né politica, né culturale”. E i “progressisti” di “Famiglia cristiana” si sono accodati scrivendo che l’Italia è “senza leader”.
Nessuno si è chiesto se c’entrino per qualcosa, in questo sfacelo, un ventennio di berlusconismo e di leghismo sponsorizzati proprio dal Vaticano e dalla Cei per garantirsi in cambio privilegi, soldi e la possibilità di imporre ai cittadini italiani i famigerati “valori non negoziabili”. L’autocritica, si sa, non è di casa in un’istituzione che sbaglia da duemila anni e continua a proclamarsi infallibile.
Non c’è più la Chiesa di una volta
La Chiesa ha reso noto che il 18 settembre prossimo, a Hyde Park, chi vorrà partecipare alla veglia di preghiera col papa dovrà pagare un biglietto d’ingresso da 10 sterline, mentre 25 costerà il biglietto a Birmingham, il giorno dopo, per vedere Benedetto XVI che beatifica Newman.
Nel Cinquecento, a chi finanziava la fabbrica di S. Pietro, la Chiesa garantiva il Paradiso con vista su Dio, Cristo, la Madonna e i santi per tutta l’eternità. Adesso il massimo che può offrirci è la vista del papa per qualche oretta, a prezzi da loggione…
Sbalorditivo
Scrive Aldo Maria Valli su “Mosaico di pace” del luglio 2010: “Sia sul piano dei contenuti sia su quello dei simboli (che in politica contano parecchio), la Lega sviluppa suggestioni, esprime un pensiero e dà corpo a un insieme di iniziative che vanno nella direzione opposta rispetto al messaggio evangelico.” Quindi “è quanto meno sbalorditivo che la Lega abbia sia elettori sia alleati cattolici. Ma ancor più sbalorditivo è che tra le stesse gerarchie vaticane siano arrivate di recente formidabili aperture di credito nei confronti di Bossi e del suo movimento”.
La cosa più sbalorditiva è che dopo duemila anni nei quali la Chiesa ha raccolto consensi in nome di un presunto “messaggio evangelico” grondante amore e li ha spesi per fottersene dando (e ricevendo) credito dal bossi di turno, qualcuno ancora “sbalordisca”. Ci sono o ci fanno?
La religione dell’amore
“Il vescovo cattolico di Salisburgo, tale Andreas Laun”, riferisce Alessandra Maiorino in “Cronache laiche” del 9 agosto, dopo la tragedia della Love Parade, ha scritto sul suo sito kath.net che questa manifestazione “è un atto di ribellione alla creazione e all’ordine di dio, e un invito al peccato” per cui, benché si debba andar cauti nel ritenere i morti del 24 luglio vittime di una punizione divina, va ricordato che esiste il “diritto divino di punire gli apostati”.
La “religione dell’amore” di Ratzinger ha più di un punto di contatto con il “partito dell’amore” del Caimano.
Alluvionati. E nelle mani di Dio…
Nell’udienza dell’11 agosto a Castel Gandolfo, Benedetto XVI si è unito alle vittime delle alluvioni chiedendo a Dio “che dia loro le forze per sopportare le avversità e stimoli i cuori degli uomini di buona volontà al generoso ed efficace aiuto”.
Ma non faceva prima a chiedere a Dio di smetterla con le calamità naturali che sembrano essere (fin dal diluvio universale) la sua specialità? Non sarebbe più “economico” che Dio evitasse agli esseri umani le sventure, anziché mandargliene a raffica salvo poi, se insistentemente pregato, dare agli uni la forza per sopportarle, agli altri la generosità per aiutare i primi?
E’ sempre la solita sceneggiata del peccato originale. Prima Dio condanna l’umanità per una colpa che non ha commesso, poi si fa bello mandando suo figlio a morire per salvarla. Un comportamento francamente intollerabile (1).


