Lo sfacciato appoggio delle gerarchie vaticane alla Lega razzista di Bossi (vedi La Chiesa benedice il catto-razzismo e Il partito razzista che piace al Vaticano), è vissuto con crescente disagio dai settori cattolici meno retrivi. Tale disagio, espresso in più occasioni dall’agenzia “Adista”, viene manifestato adesso, sempre su “Adista” (n. 62), dal vicepresidente di Pax Christi Sergio Paronetto, che denuncia Il cristianesimo antievangelico della Lega.

Un nuovo patto costantiniano?

Paronetto sottolinea la “logica tribale” della Lega, “basata sulla gestione del mercato della paura”, la sua ossessiva polemica “contro il Concilio Vaticano II, ritenuto origine di ogni male” e i suoi traffici opachi, intrecciati con quelli dell’Opus Dei e della Compagnia delle Opere. Un insieme che riesce ad accreditarsi come “cristiano” presso parroci, fedeli e anche autorità vaticane perché il movimento leghista si presenta come “difesa di un’identità cattolica” e dei famosi “valori non negoziabili”.

La Lega, per Paronetto, “sta diventando il soggetto emergente di un nuovo patto costantiniano”, cui egli guarda con preoccupazione perché “se la religione diventa preda di forze politiche che la sfruttano a proprio favore, il rischio per la novità del Vangelo è immenso”.

Da un patto all’altro

Ma proprio una tale conclusione, che sarebbe stata “ardita” e “profetica” nel 326 dopo Cristo, tradisce oggi solo una imbarazzante ingenuità. In primis perché la Chiesa è diventata “preda” ormai da quasi due millenni, sicché le oscene profferte leghiste non mettono più a “rischio” una verginità perduta già nel 325 a Nicea e riperduta da allora per millesettecento anni di fila, un giorno si e l’altro pure.

In secondo luogo perché la Chiesa non si è comportata affatto, con buona pace di Paronetto, come una Maria Goretti o un Cappuccetto Rosso “sfruttato”, insidiato e violentato dal lupo cattivo. La Chiesa ha amoreggiato di buon grado con i potenti traendo dai suoi amori – mercenari, di convenienza o dettati da affinità elettive  – privilegi e prebende, patrimonio e potere.

Lo ammettono perfino altri cattolici un po’ più audaci (benché non ancora abbastanza da andarsene). Don Franco Barbero, ad esempio, nel suo blog registra amaramente il 26 luglio: “I vescovi cileni, d’accordo con il Vaticano, hanno chiesto l’indulto ai golpisti, cioè il perdono per i militari di Pinochet. La gerarchia cattolica è stata sempre dalla parte del dittatore Pinochet. Conservo il grande ‘manifesto’ in cui papa Woytila, in uno dei suoi primi viaggi, comparve in Cile dal palazzo presidenziale a benedire il popolo insieme al sanguinario Pinochet. Quella fotografia di oltre 30 anni fa da sola dice tutto. Papi e dittatori troppo spesso vanno a braccetto.”

E che dire delle complicità con i dittatori argentini denunciate dalle madri di plaza de Mayo o, salendo poco più addietro, di quelle di Pio XII col nazifascismo e con gli ustascia? E su su, senza soluzione di continuità, attraverso i secoli dell’alleanza fra trono e altare, fino al sacro romano impero “cistriano” e a Teodosio che consacrò fin dal 380 il cattolicesimo religione di stato.

1977. Il nunzio Pio Laghi con Videla e altri generali golpisti argentini (nella foto sopra il nunzio apostolico in Germania con Hitler)

La “novità” non abita più qui

Una lunga catena di “patti costantiniani” ha permesso alla Chiesa di crescere in potenza e ai potenti di meglio sfruttare e reprimere. Il teologo spagnolo José Maria Diez-Alegría morto il 29 luglio scorso a 99 anni ebbe a dichiarare due anni fa, come ricorda don Barbero: “Penso che la Chiesa cattolica nel suo insieme abbia tradito Gesù. Questa Chiesa non è quello che Gesù ha voluto, ma quello che hanno voluto nel corso della storia i potenti di questo mondo”.

Io non so se la Chiesa abbia tradito Gesù. Attenendomi alla sua massima, per cui l’albero si giudica dai frutti, dovrei concludere o che la Chiesa non è stata fondata da Cristo, o che neppure lui è una persona molto raccomandabile…

Comunque sia, ammesso che il Vangelo avesse all’inizio qualche novità e credibilità, in duemila anni di simbiosi con la Chiesa cattolica le ha perse entrambe, del tutto, almeno nella sua versione cattolica (che è quella di cui qui mi occupo).  E la Chiesa è ormai da tempo un cadavere, come tale al riparo da qualsiasi “rischio”, tenuto in vita solo dalle credule speranze dei “fedeli”.

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