Il cattolicesimo reale
Posted on luglio 29th, 2010 in No Comments »
Claudio Tanari ha recensito sull’ultimo numero di “Cronache laiche” (26 lugli0 2010) Il cattolicesimo reale. Ecco il testo della recensione:
Coraggioso e anticonformista davvero, l’editore Odradek: in piena offensiva confessionale pubblica un volume di 524 pagine lungo le quali la pretesa infallibilità della Chiesa cattolica in tema di antisemitismo e omofobia, subordinazione delle donne e repressione della sessualità (tanto per ripercorrere solo alcuni dei ponderosi capitoli di cui l’opera è composta) viene accuratamente smontata e passata al vaglio di uno sguardo acuminato.
Il libro è Il cattolicesimo reale, lo ha scritto Walter Peruzzi, direttore di Guerre&Pace, “rivista di informazione internazionale alternativa”, impegnato organizzatore politico-culturale. Il suo può essere comodamente definito un anti-catechismo, nel senso che intendeva Ernesto Rossi introducendo nel 1965 il suo Il Sillabo e dopo: «Questo è un libro anticlericale, la sua singolarità consiste soltanto nel fatto che non è stato scritto da un anticlericale, ma dagli otto pontefici che si sono succeduti, durante l’ultimo secolo, sulla “cattedra di San Pietro”».
In effetti Peruzzi lascia parlare gli ipse dixit di cui è costellata la storia della Chiesa, come si legge nel sottotitolo, “attraverso i testi della Bibbia, dei papi, dei dottori, dei concili”, in un percorso cronologico ragionato e radicalmente critico.
Qualcuno ha voluto paragonare Il cattolicesimo reale alla monumentale Storia criminale del Cristianesimo (2000) di Karlheinz Deschner: in effetti l’indice consta di sei pagine di capitoli e paragrafi; ben diciotto pagine sono dedicate all’indispensabile indice dei nomi e delle cose notevoli; quasi quattrocento i testi e i siti consultati, trecento gli autori citati.
Il Cristianesimo ne esce per quello che sostanzialmente è stato: una confessione ben presto reazionaria e oscurantista soprattutto nella sua versione cattolico-romana, irriducibilmente impermeabile al rifiuto greco-ortodosso del temporalismo e all’evoluzione interpretativa delle fonti bibliche del protestantesimo. Nel mirino di Peruzzi, che rintraccia agevoli convergenze parallele fra i tre monoteismi, entra peraltro qualsiasi pretesa di universalità tipica delle religioni del Libro. L’obiettivo dell’opera non sta allora nell’evidenziare le contraddizioni tra una teoria religiosa (buona) e le sue applicazioni pratiche (cattive), ma nel mettere in discussione lo stesso presunto “umanesimo” della religione cristiana, per l’autore del tutto indimostrabile. Una lettura decisamente controcorrente, magari ardua e impegnativa. Ma decisamente efficace e preziosa.

