Vangelo batte posto fisso
Posted on settembre 5th, 2010 in No Comments »
Riporto da “Cronache laiche” l’articolo di Cecilia M. Calamani Il Vangelo batte il posto fisso, parola di Ratzinger.
“La domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante, ma allo stesso tempo la gioventù rimane comunque l’età in cui si è alla ricerca della vita più grande […] La cultura attuale, in alcune aree del mondo, soprattutto in Occidente, tende ad escludere Dio, o a considerare la fede come un fatto privato, senza alcuna rilevanza nella vita sociale”, mentre invece “l’insieme dei valori che sono alla base della società proviene dal Vangelo”. Così esordisce papa Ratzinger nel messaggio inviato ai giovani in occasione della XXVI Giornata mondiale della gioventù.
Riassumendo, ragazzi, se vi trovaste su una torre e foste costretti a buttare giù dio – o meglio l’idea di dio – o un posto di lavoro, cosa fareste? La risposta esatta è buttare di sotto il posto di lavoro, perché la stabilità economica, senza dio, nulla conta. Cos’è la fame del corpo in confronto a quella dell’anima?
Varrebbe la pena fare un sondaggio tra i giovani cattolici disoccupati, o che lavorano nei call center a 400 euro al mese con contratti trimestrali senza ferie e malattia. Chissà se sarebbero d’accordo con il papa? Il quale, felice di aver consolato – secondo lui – i giovani disoccupati dicendo loro che in realtà hanno una ricchezza molto più grande di un posto di lavoro, la fede, continua: “C’è una forte corrente di pensiero laicista che vuole emarginare Dio dalla vita delle persone e della società, prospettando e tentando di creare un ‘paradiso’ senza di Lui. Ma l’esperienza insegna che il mondo senza Dio diventa un ‘inferno’: prevalgono gli egoismi, le divisioni nelle famiglie, l’odio tra le persone e tra i popoli, la mancanza di amore, di gioia e di speranza. Al contrario, là dove le persone e i popoli accolgono la presenza di Dio, lo adorano nella verità e ascoltano la sua voce, si costruisce concretamente la civiltà dell’amore, in cui.
Vere perle di saggezza. Secondo il papa, quindi, i popoli che hanno accolto la presenza di dio, ossia i Paesi teocratici (e, senza allargarci all’Islam, basti pensare all’ex Stato Pontificio) hanno sviluppato una “civiltà dell’amore” e di rispetto nei confronti della dignità umana, mentre nei Paesi basati sui valori laici prevalgono l’odio, la violenza e l’infelicità.
Caro papa Ratzinger, oltre a offendere l’intelligenza e la dignità dei giovani cattolici, Lei sta violentando la Storia. E ringrazi il Suo dio se in Italia può permettersi simili esternazioni, perché in un Paese ‘normale’ le Sue parole avrebbero provocato lo sdegno della popolazione e delle Istituzioni non genuflesse, come le nostre, a una religione che foraggia con voti ‘fedeli’ le liste elettorali.


