Nel 2009, a Phoenix (USA), suor Margaret McBride, vice presidente dell’ospedale st. Joseph, è stata scomunicata per aver fatto abortire (d’intesa con la paziente, la sua famiglia, i suoi medici e il Comitato etico) una ventisettenne ”incinta al terzo mese, già madre di quattro bambini, affetta da una grave ipertensione polmonare” che l’avrebbe probabilmente uccisa se continuava la gravidanza.
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Il vescovo Rino Fisichella che ha detto di essere contro la RU486 perché è dalla parte della vita e delle donne
La Chiesa dice di essere contro l’aborto perché “ama la vita”. E’ una bugia. Se la Chiesa amasse davvero la vita, autorizzerebbe i fedeli a usare i contraccettivi, che rendono più difficili gravidanze indesiderate o pericolose per le donne senza dover ricorrere all’aborto, e riducono il pericolo dell’Aids. La Chiesa combatte l’aborto, e la contraccezione, non perché ama la vita ma perché odia il piacere.
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2a edizione aggiornata, in tre parti scaricabili
riproducibile citando la fonte
Benedetto XVI ripete ogni giorno che la religione cattolica è la “religione della vita”. La Chiesa dice di difendere la vita “dal suo inizio al suo termine naturale”. Vescovi e cardinali si proclamano “dalla parte della vita” e invitano a votare per la destra in suo nome. Come risposta a queste indecenti bugie ripubblico, con pochi aggiornamenti, un mio pamphlet dell’aprile 2008. Esso mostra che l’“amore per la vita”, ipocritamente sbandierato dalla Chiesa a parole, è smentito da un’ininterrotta catena di omicidi, stragi e violenze, non solo commesse ma ordinate e giustificate “in nome di Dio”.
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I due pesi e le due misure della Chiesa di Roma
In Italia si stanno diffondendo i registri comunali delle unioni di fatto sia pure con valore simbolico. In Portogallo, il 12 febbraio, sono stati riconosciuti i matrimoni gay. In Spagna è stata approvata una settimana fa la nuova legge sull’aborto. 
Ce n’è quanto basta per togliere il sonno a papa e vescovi, che esortano con sempre maggior insistenza a escludere dalla comunione gay, abortisti, adulteri, divorziati (nella foto: la comunione di un noto divorziato).
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