
Dopo che Berlusconi ci ha portato sull’orlo della bancarotta è arrivato Monti, con una manovra fatta di «sacrifici per i poveri, pochi per i ricchi, esenzioni per il Vaticano» (Angelo Cannatà, Il fatto, 8 dicembre).
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E’ sconsigliabile confondere, come qualcuno ha fatto durante le manifestazioni del 12 novembre, due date cruciali della nostra storia. Tanto più che il nuovo governo Badoglio in formazione, sostenuto da banchieri, industriali e Vaticano, ha anche l’appoggio di Mussolini, che si vanta di potergli staccare la spina quando vuole.
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Riprendo da “cronache laiche” del 6 ottobre questa nota redazionale (La Lombardia investe in crocifissi) che ci informa su dove la Regione Lombardia (o per lo meno un partito di maggioranza) intenda appendere il crocifisso, non trascurando di accennare a dove lo ha appeso il Caimano.
2500 euro, questo è quanto stanzierà la Lombardia se il progetto di legge della Lega Nord per l’esposizione del crocifisso in tutti i locali della Regione verrà approvato dal Consiglio. La proposta nel frattempo ha avuto il placet della commissione Bilancio, che ha ratificato la spesa per l’acquisto dei simboli sacri.
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Nel medioevo gli inquisitori consegnavano l’eretico alle autorità civili perché fosse messo a morte, invitandole a non giungere «fino all’effusione del sangue e alla pena capitale». Questo invito veniva fatto in ossequio alla legge che vietava al clero di spargere sangue, ma le autorità civili sapevano che non dovevano tenerne conto e dovevano affrettarsi a giustiziare il condannato se non volevano essere incriminati come eretici e giustiziati a loro volta…
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Cristiani e potere. il cardinal Pio Laghi a colloquio col dittatore Videla.
Pur preso dalle sue manovre di macelleria sociale, il governo Berlusconi-Bossi-Scilipoti ha trovato il tempo per respingere la legge contro l’omofobia, che dava l’orticaria a Giovanardi e far approvare il ddl sul testamento biologico, in base a cui dovremo morire nei tempi e nei modi stabiliti da Dio tramite il suo medico di fiducia, cioè la Chiesa. Il governo si è inoltre preoccupato di non mettere le mani nelle tasche di Ratzinger & soci; e di stabilire che anche per stabilire quando lavorare o fare festa ci si regoli sul calendario del Vaticano, eliminando tutte le festività laiche e conservando solo quelle religiose (per quelle locali dei santi patroni si sta “trattando”…).
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La vittoria del centro-sinistra alle amministrative e, ancora più, il raggiungimento del quorum sono stati accolti con comprensibile entusiasmo. Poco, però, si è analizzato il significato di alcuni fattori che hanno concorso a far raggiungere questi risultati, come il voto cattolico e quello leghista.
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Spaccato della "famiglia allargata" di Silvio B.
Riporto come promemoria per i lettori alcuni detti memorabili di Carlo Giovanardi, strenuo difensore (come ha mostrato anche un recente intervento contro l’Ikea) della famiglia “tradizionale”, che è formata da un uomo e da una donna secondo quanto ripete come un disco rotto il papa di Roma, ma è anche “allargabile” a piacere, se lo richiedono le esigenze del pappone di Arcore…
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(Gnfalco, ripreso da "Cronache laiche")
Nei nn. 17 e 18 del 5 marzo, l’agenzia “Adista”, voce fra le più lucide dei cattolici che dissentono dalle posizioni della gerarchia e la criticano apertamente, documenta il disagio della base di fronte al sostegno che le autorità vaticane e la CEI continuano a dare a Berlusconi.
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A sentire l’intercettata T.M., il termine “puttanaio” calzava bene per Arcore. Ma, visto il numero in continua crescita di comprati/e (da Capezzone a Bertone, dalla Gelmini a Bagnasco, da Stracquadanio a Moffa o Bossi, da Barbareschi a Ratizinger) che si strusciano al papi-pappone, il termine va esteso al Parlamento italiano e ai palazzi vaticani (scusandoci con le oneste lavoratrici del sesso equiparate, per nostre inveterate cattive usanze linguistiche, agli scilipoti, alle minetti o alla gerarchia vaticana).
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Adesso che la fogna di Arcore esonda, allagando l’Italia di “storiacce”, anche la Chiesa – a parere di alcuni autorevoli commentatori – starebbe per “mollare” Berlusconi, facendo una inversione ad U rispetto al sostegno accordatogli finora (v. Chiesa di regime).
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