Il 9 febbraio, nel primo anniversario della morte di Eluana Englaro, Berlusconi si è rammaricato di non averla “salvata”, cioè di non aver saputo fare in tempo una legge per prolungare la sua non-vita con l’alimentazione forzata (1). Detto da uno cui non importa niente della vita di tanti migranti respinti in mare dalle sue leggi razziali o di tanti lavoratori disoccupati per colpa della sua politica economica, conferma solo una monumentale ipocrisia.

(continua)