Nel medioevo gli inquisitori consegnavano l’eretico alle autorità civili perché fosse messo a morte, invitandole a non giungere «fino all’effusione del sangue e alla pena capitale». Questo invito veniva fatto in ossequio alla legge che vietava al clero di spargere sangue, ma le autorità civili sapevano che non dovevano tenerne conto e dovevano affrettarsi a giustiziare il condannato se non volevano essere incriminati come eretici e giustiziati a loro volta…
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Il 30 giugno scorso la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo si è riunita per decidere sul ricorso dell’Italia e di altri dieci paesi (Romania, Armenia, Russia, Bulgaria, Lituania, Grecia, Cipro, Malta, San Marino, Monaco), su 47 che compongono il Consiglio d’Europa, contro la sentenza che vietava l’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici. La decisione si avrà fra sei mesi ma in Italia il presidente della CEI Angelo Bagnasco ha già dato il là alla campagna pro croce.
Per una discussione ampia sul tema, e sulle contrapposte opinioni, rimando agli articoli postati un anno fa sul blog (Via crucis I, Via crucis II, Via crucis III), e agli interventi di Chiara Saraceno e “Noi siamo Chiesa” postati oggi in “Segnalazioni&citazioni”. Qui mi limito solo a tre ordini di riflessioni.
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2a edizione aggiornata, in tre parti scaricabili
riproducibile citando la fonte
Benedetto XVI ripete ogni giorno che la religione cattolica è la “religione della vita”. La Chiesa dice di difendere la vita “dal suo inizio al suo termine naturale”. Vescovi e cardinali si proclamano “dalla parte della vita” e invitano a votare per la destra in suo nome. Come risposta a queste indecenti bugie ripubblico, con pochi aggiornamenti, un mio pamphlet dell’aprile 2008. Esso mostra che l’“amore per la vita”, ipocritamente sbandierato dalla Chiesa a parole, è smentito da un’ininterrotta catena di omicidi, stragi e violenze, non solo commesse ma ordinate e giustificate “in nome di Dio”.
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