Benché inflazionata da Giovanni Paolo II, che ha proclamato da solo circa 2.000 servi di Dio, 1.000 beati e 482 santi contro i 296 degli ultimi 33 suoi predecessori messi insieme, la proclamazione dei santi resta un momento centrale dell’attività magisteriale perché con essa la Chiesa impegna la sua infallibilità certificando «in forma definitiva e solenne che un cristiano cattolico è attualmente nella gloria eterna» (P. Molinari, Nuovo dizionario di diritto canonico) e indicando i santi come modelli, cosicché «i fedeli siano edificati dal loro esempio» (Codice di diritto canonico).

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