Fin dalla partenza, e poi per tutto il viaggio in Croazia, Benedetto XVI ha ripetuto come un disco rotto uno dei suoi mantra preferiti, quello sulla sacralità della “vera” famigli in opposizione alle diaboliche coppie di fatto. Ciò ha relegato in secondo piano il fatto che, nella cattedrale di Zagabria, sia andato a pregare sulla tomba del cardinale Stepinac, beatificato di recente da Giovanni Paolo II.
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Il 4 novembre, nel IV Centenario della canonizzazione di Carlo Borromeo, che fu arcivescovo di Milano dal 1565 al 1584, papa Ratzinger ha indirizzato all’attuale arcivescovo Dionigi Tettamanzi un messaggio per celebrare le virtù “eroiche” del suo illustre predecessore.
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Un frammento del video che "fissa" la barzelletta con bestemmia
In occasione della barzelletta sessista con bestemmia raccontata dal capo del governo, il presidente del Pontificio Consiglio per la Rievangelizzazione dell’Occidente, Rino Fisichella, ha dichiarato che la bestemmia di Berlusconi va “contestualizzata”.
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Prete vandeano da "Il Vaticano dilaga in Italia". Minitrue
Per la prima volta dopo 140 anni alle celebrazioni ufficiali della “breccia di Porta Pia” parteciperà il Vaticano, cioè lo “sconfitto”. Forse perché si è accorto, come molti, che la breccia non è servita allo stato italiano per prendere Roma, ma al papa per invadere l’Italia. A riprova Alemanno ha vietato ogni altra celebrazione, salvo quella di Militia Christi dedicata a ricordare i “tragici eventi” che portarono il “liberal-massonico Regno sabaudo a invadere lo Stato Pontificio allora libero, sovrano e popolare”.
Da parte mia celebrerò il 20 settembreraccontando della tortura e della pena di morte vigenti nello Stato pontificio.
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La visita di Benedetto XVI alla sinagoga di Roma, il 17 gennaio scorso, e la sua solenne promessa “mai più antisemitismo”, non hanno posto fine a malumori o diffidenze della comunità ebraica, e a persistenti dubbi sull’opportunità di elevare Pio XII all’onore degli altari. Ma, a conti fatti, badando cioè ai comportamenti dei papi verso gli ebrei, l’autocritica della Chiesa non dovrebbe essere ben più sostanziale, e includere la rimozione da quegli stessi altari almeno di Leone I, Pio V e Pio IX?
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Benché inflazionata da Giovanni Paolo II, che ha proclamato da solo circa 2.000 servi di Dio, 1.000 beati e 482 santi contro i 296 degli ultimi 33 suoi predecessori messi insieme, la proclamazione dei santi resta un momento centrale dell’attività magisteriale perché con essa la Chiesa impegna la sua infallibilità certificando «in forma definitiva e solenne che un cristiano cattolico è attualmente nella gloria eterna» (P. Molinari, Nuovo dizionario di diritto canonico) e indicando i santi come modelli, cosicché «i fedeli siano edificati dal loro esempio» (Codice di diritto canonico).
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