Cedo per una volta il posto dell’editoriale a Gordon Poole ripubblicando qui, per gentile concessione dei direttori, Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola, il suo articolo Va in onda la Madonna, apparso su “La voce delle voci” (“La voce della Campania”), anno XXVIII, n. 10, ottobre 2011, pp. 41-43 (per informazioni, l’archivio, abbonamenti e altro: www.lavocedellevoci.it).
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La caduta di Gerico, conquistata dagli israeliti
Al primo annuncio della strage di Oslo tutti i giornali italiani si sono affrettati ad accreditare, o quelli più cauti e dubitativi almeno ad adombrare, la pista del “terrorismo islamico”, anche se non tutti con i toni “crociati”(alla Breivik…), del Giornale, di Libero e di Fiamma Nirenstein.
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Nel 2008 il Vaticano aveva bocciato la proposta francese di depenalizzare l’omosessualità. Alla fine del marzo scorso 83 paesi hanno presentato una risoluzione contro le discrimiazioni fondate sull’orientamento sessuale. E la Santa Sede si è nuovamente opposta.
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A sentire l’intercettata T.M., il termine “puttanaio” calzava bene per Arcore. Ma, visto il numero in continua crescita di comprati/e (da Capezzone a Bertone, dalla Gelmini a Bagnasco, da Stracquadanio a Moffa o Bossi, da Barbareschi a Ratizinger) che si strusciano al papi-pappone, il termine va esteso al Parlamento italiano e ai palazzi vaticani (scusandoci con le oneste lavoratrici del sesso equiparate, per nostre inveterate cattive usanze linguistiche, agli scilipoti, alle minetti o alla gerarchia vaticana).
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(intervento pubblicato su “cronachelaiche.it” il 28 gennaio 2011)
Il “turbamento” di Tarcisio Bertone di fonte al Rubygate, il richiamo di Ratzinger a “ritrovare le radici morali” e lo “sgomento” di Bagnasco, equamente distribuito fra il premier poco sobrio e i magistrati che indagano troppo, riportano alla mente i casi di Noemi Letizia e di Patrizia D’Addario.
Walter Peruzzi
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Adesso che la fogna di Arcore esonda, allagando l’Italia di “storiacce”, anche la Chiesa – a parere di alcuni autorevoli commentatori – starebbe per “mollare” Berlusconi, facendo una inversione ad U rispetto al sostegno accordatogli finora (v. Chiesa di regime).
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Manifestazione cattolica pro-famiglia, pro-chiesa
Da Ratzinger a Bagnasco è tutto un correre in aiuto a Berlusconi e le ragioni non sono difficili da capire. Un governo appeso a un filo – specie se il filo si chiama Casini, che il Vaticano ha molte possibilità di tirare dove vuole – è disposto a dare alla Chiesa, in cambio di un “aiutino”, tutto quel che domanda e anche più. E’ una occasione da non perdere, nel quadro di un do ut des che dura da duemila anni, per gente di provata e sicura immoralità come papi, vescovi e cardinali.
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L’ipotesi che la Corte Costituzionale, cui è stato sottoposto il quesito, dichiari incostituzionale il divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40, ha fatto imbufalire il Vaticano, al punto da spingere vari monsignori a inventare un inesistente sostegno popolare alla legge 40 (vedi Le bugie di Bertagna, in “Cronache laiche”12 ottobre 2010).
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Di solito i cavernicoli della Lega Nord danno il meglio di sé durante l’estate, favoriti dai colpi di sole. Ma quest’anno anche settembre promette bene.
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Il vescovo Rino Fisichella che ha detto di essere contro la RU486 perché è dalla parte della vita e delle donne
La Chiesa dice di essere contro l’aborto perché “ama la vita”. E’ una bugia. Se la Chiesa amasse davvero la vita, autorizzerebbe i fedeli a usare i contraccettivi, che rendono più difficili gravidanze indesiderate o pericolose per le donne senza dover ricorrere all’aborto, e riducono il pericolo dell’Aids. La Chiesa combatte l’aborto, e la contraccezione, non perché ama la vita ma perché odia il piacere.
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