Il vergognoso silenzio della Chiesa, dei suoi supremi rappresentanti, Ratzinger e Bertone, è quello denunciato in questi giorni in tutto il mondo e relativo agli abusi sessuali dei preti pedofili,
che da decenni la Congregazione della fede “copre” facendone materia riservata da trattare sotto vincolo del segreto pontificio, senza nulla dire alle autorità civili. Ma è anche quello dei cattolici “progressisti”, “buoni”, di fronte alla recente indecente invasione di campo dei vescovi in materia elettorale.
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Lo scandalo della pedofilia nel clero continua. Un altro caso lo denuncia la Rete laica di Bologna e lo riprende il “ manifesto” del 19 marzo: un prete, condannato in primo grado a 6 anni e 10 mesi, “non solo veste ancora l’abito talare ma… è stato trasferito nel santuario della madonna di San Luca”, luogo simbolo dei cattolici bolognesi.
E quasi ogni giorno affiorano storie di abusi antiche o recenti, in Italia o altrove, nonostante i tentativi della Chiesa di promettere tolleranza zero e profondersi in scuse, ma al tempo stesso di occultare, minimizzare o gridare al complotto.
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Nell’ultimo mese si sono susseguite da parte di autorevoli esponenti cattolici, e del papa stesso, alcune dichiarazioni scarsamente sottolineate dalla stampa e tuttavia importanti per capire il ruolo che la Chiesa è decisa a conservare, e per quanto possibile ad accrescere, nella società italiana.
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