
Maroni al Parlamento padano, insieme al prete negazionista don Floriano Abrahamowicz, sponsorizzatio da Borghezio
Pochi giorni fa un Bossi nel pallone aveva infranto la legge del cappio, per salvare il napoletano Cosentino; e aveva lanciato una fatwa poi ritirata contro Maroni, trasformato da questi autogol in campione dell’altra Lega, esibita nella manifestazione-armistizio di Milano e da lui battezzata degli onesti.
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La festa dei popoli padani, come la Lega chiama la carnevalata settembrina a Venezia, si è svolta quest’anno in un clima surreale con Bossi che, in una piazza semideserta, cercava di tenersi stretti gli elettori delusi promettendo la secessione che nessuno vuole, di una Padania che non c’è.
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Nel doppio voto in Parlamento del 20 luglio scorso la Lega è stata decisiva per far arrestare Papa e per salvare Tedesco (facendo credere che a salvarlo fosse il PD). Ha potuto così tornare a proporsi come ago della bilancia e come partito della legalità, nel tentativo di recuperare consensi fra i suoi elettori, specie i più affezionati ai nodi scorsoi.
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(articolo già pubblicato in cronache laiche il 19 luglio 2011, a firma Walter Peruzzi e Gianluca Paciucci)
Dal 6 al 10 settembre prossimi Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia saranno attraversati dal Giro di Padania. Non si tratta di un evento organizzato a uso e consumo dei leghisti, come il concorso di Miss Padania o il torneo calcistico delle nazioni non riconosciute gestito dal Trota, ma di una gara per professionisti inserita nel calendario ufficiale dell’UCI (Unione ciclistica italiana).
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