Lo spettacolo di Castellucci in cartellone al Parenti di Milano (Sul concetto di volto nel figlio di Dio) ha suscitato grandi discussioni, soprattutto per le reiterate richieste di vietarlo, avanzate non solo da quattro lefevriani fuori di testa ma dal vescovo ciellino di Milano Angelo Scola e dal papa.
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Dopo che Berlusconi ci ha portato sull’orlo della bancarotta è arrivato Monti, con una manovra fatta di «sacrifici per i poveri, pochi per i ricchi, esenzioni per il Vaticano» (Angelo Cannatà, Il fatto, 8 dicembre).
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Cedo per una volta il posto dell’editoriale a Gordon Poole ripubblicando qui, per gentile concessione dei direttori, Andrea Cinquegrani e Rita Pennarola, il suo articolo Va in onda la Madonna, apparso su “La voce delle voci” (“La voce della Campania”), anno XXVIII, n. 10, ottobre 2011, pp. 41-43 (per informazioni, l’archivio, abbonamenti e altro: www.lavocedellevoci.it).
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Il 17 settembre prossimo, a Londra, si terrà la Secular Europe Campaign (Marcia per un’Europa Laica) che intende manifestare per un’Europa laica – democratica, pacifica, aperta e giusta; per la neutralità dello stato in materia di religione, contro lo status di privilegio accordato alle chiese dal Trattato sul funzionamento dell’UE e contro lo statuto speciale del Vaticano all’interno dell’ONU.
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La vittoria del centro-sinistra alle amministrative e, ancora più, il raggiungimento del quorum sono stati accolti con comprensibile entusiasmo. Poco, però, si è analizzato il significato di alcuni fattori che hanno concorso a far raggiungere questi risultati, come il voto cattolico e quello leghista.
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Anche i papi, come i gatti, possono marchiare il territorio, i secondi con la loro urina, i primi con i loro crocifissi. Lo hanno stabilito, rovesciando una precedente sentenza, i giudici di Strasburgo.
L’Italia è stata assolta perché, esponendo il crocifisso, avrebbe «agito nei limiti della discrezionalità di cui dispone» per attuare condotte rispettose dei diritti umani. Un giudizio, sembra, che si limita a dichiarare la scelta italiana non incompatibile con i diritti umani data la discrezionalità consentita ai singoli stati, su come applicarli.
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(Gnfalco, ripreso da "Cronache laiche")
Nei nn. 17 e 18 del 5 marzo, l’agenzia “Adista”, voce fra le più lucide dei cattolici che dissentono dalle posizioni della gerarchia e la criticano apertamente, documenta il disagio della base di fronte al sostegno che le autorità vaticane e la CEI continuano a dare a Berlusconi.
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E’ iniziata la mobilitazione contro il ddl Calabrò, predisposto dal governo d’intesa con le gerarchie vaticane per imporre – in violazione della Costituzione – l’alimentazione e l’idratazione forzate anche a chi le rifiuta.
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Tutti ne parlano, ma pochi hanno il coraggio di metterla in discussione. È il perno politico delle alleanze parlamentari italiane e lo spauracchio dei politici nostrani, tutti intenti a corteggiarla e a vezzeggiarla. Senza la Lega non si governa. Ma cos’è veramente la Lega?
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Brucio il Corano, non lo brucio? La calcolata “follia” del fanatico protestante statunitense Terry Jones, responsabile con la sua sparata pubblicitaria di oltre venti morti musulmani e cristiani (nell’immagine il suo omologo bergamasco che provocò undici morti in Libia con la maglietta anti-Maometto) ci dà l’occasione di ricordare il ruolo della Chiesa cattolica nei roghi di libri.
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